Indocina e India nei primi del Novecento

Francesco Lorenzo Pullè (1850-1934). professore di Filologia Indoeuropea presso l'Università di Bologna, in occasione del Congresso Internazionale degli Orientalisti, tenuto ad Hanoi nel 1902, viaggiò attraverso il Subcontinente Indiano, dove raccolse materiale d'interesse scientifico, che, al suo ritorno a Bologna, avrebbe costituito il nucleo portante del futuro Museo Indiano. Il Museo Indiano fu inaugurato a Bologna nel 1907 grazie alla collaborazione tra le autorità comunali e l'Ateneo felsineo, che trovò degna collocazione presso il Palazzo dell'Archiginnasio, dove la collezione fu esposta sino al 1935. Il patrimonio fotografico è oggi conservato presso il Museo Civico Medievale di Bologna.

Città di carta │ città di pietra

L'archivio professionale di Carlo Savonuzzi protagonista dell'architettura ferrarese del Novecento

La mostra propone alcuni momenti significativi del percorso professionale di Carlo Savonuzzi (1897-1973), ingegnere e architetto di cultura europea eppure fortemente legato alla lezione architettonica della città d’origine, Ferrara, dove opera sia come ingegnere comunale sia come libero professionista, nel periodo compreso tra la metà degli anni Venti e il 1972.

I disegni e le fotografie inerenti gli edifici prescelti sono proposti seguendo l’iter cronologico di realizzazione e testimoniano della varietà di incarichi professionali cui Carlo Savonuzzi si dedicò.

Bolognesi illustri

Pittori, commediografi e politici, storici dell'arte, incisori e poeti che dal XVI al XXI secolo hanno legato inscidibilmente il loro nome alla città di Bologna.

Nati o meno nel capoluogo emiliano-romagnolo, nella città felsinea questi uomini illustri hanno operato distinguendosi nelle diverse arti o nell'amministrazione.

Oggi, nel pieno delle celebrazioni per il nono centenario della nascita del Comune di Bologna, il portale archIVI vi propone una selezione di stampe e fotografie tratte dai diversi fondi descritti per rendere omaggio a chi, negli ultimi cinquecento anni, nei modi più diversi, ha reso grande in Italia e nel mondo il nome di Bologna.

Il Nettuno ingabbiato

Chi percorre il centro di Bologna in questi giorni non può non notare la grande gabbia che cela quasi completamente alla vista la fontana del Nettuno nella omonima piazza.

Si tratta dell'impalcatura che servirà per il restauro del Gigante di bronzo, uno dei simboli più amati e conosciuti della città.

Voluta dal pontefice Pio IV Medici e materialmente eretta nel 1564 da suo nipote, il cardinal legato Carlo Borromeo, la fontana è sormontata dalla maestosa statua in bronzo del dio Nettuno, realizzata dallo scultore fiammingo Jean de Boulogne, detto Giambologna, e ornata dagli stemmi del papa, del legato, del governatore Pietro Donato Cesi e della città di Bologna.

Il portale archIVI, per accompagnare il recupero del monumento, ha selezionato alcune immagini che ritraggono la fontana del Nettuno nel corso del Novecento e ve le propone in una breve galleria virtuale.

In questo video a colori, proveniente dall'archivio audiovisivo di Paolo Vanzolini, il Gigante è al centro delle riprese in una animata Bologna del maggio 1974.

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Mostre virtuali

“La possibilità di realizzare “Mostre virtuali online” potenzia le opportunità che la dimensione digitale e il web offrono alla valorizzazione dei beni culturali rispetto a quelle offerte dal mondo analogico” (Marina Giannetto, direttore dell'Istituto centrale per gli archivi (ICAR).

Questo ambiente offre la possibilità di accedere agli archivi pubblicati nel portale direttamente dagli oggetti digitali a prescindere dalla loro dimensione digitale: i documenti testuali, i video, le immagini e i suoni rappresentano gli elementi fondamentali della narrazione.

La didascalia di ciascun oggetto digitale è fornita di un link attivo ("Vai alla scheda d'archivio") che consente di visualizzare la riproduzione digitale all'interno dell'archivio di appartenenza. I contenuti si possono sia ascoltare che guardare in versione bidimensionale o in 3D.