Vladimiro Ramponi (1924-1966)

In occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa di Vladimiro Ramponi (1924-1966) il portale archIVI - per ripercorrerne la vicenda personale e la carriera politica e istituzionale - propone una rassegna del materiale fotografico proveniente dall'archivio dello storico sindaco di Pieve di Cento, oggi conservato presso la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna.

Figlio di un canapino, Vladimiro Ramponi partecipa alla Resistenza col nome di battaglia "Cristoforo" e diviene il capo del Comitato di liberazione nazionale e del Partito comunista a Pieve di Cento. Eletto primo cittadino del suo comune natale il 7 aprile 1946, rimane in carica per venti anni esatti fino al giorno della sua improvvisa e immatura scomparsa, avvenuta il 7 aprile 1966.

Le fotografie ritraggono Vladimiro Ramponi in compagnia di diversi personaggi pubblici, durante alcune cerimonie, in viaggio coi compagni di partito e insieme alla moglie Lea Zobboli (1929-1977).

Virtus Tennis 1925

La SEF Virtus nasce come società di ginnastica il 17 gennaio 1871 con il nome di Società sezionale di ginnastica in Bologna per iniziativa del medico Emilio Baumann.

Negli anni successivi le sezioni sportive della Società di educazione fisica Virtus (nome adottato nel 1922) si moltiplicarono, andando a coprire quasi tutte le discipline più popolari. La vita agonistica della sezione tennis par prendere avvio nel 1925. Nel Mito della V Nera 1871-1925, la monumentale storia virtussina a cura di Achille Baratti e Renato Lemmi Gigli, pubblicata nel 1972, si legge: "Il 1925 vede nell'inverno lo stadio dotato di due courts per il gioco del tennis (uno ricavato dal campo di Palla al Cesto). Le istallazioni perfette del campo Ravone vengono a completarsi con la nuova sezione tennis". E più oltre: "Nell'ottobre, sempre dalla Virtus, è organizzato il primo torneo nazionale che richiama un ottimo numero di racchette segnando in tal modo un progresso sensibilissimo della propaganda tennistica. L'incremento è lusinghiero giacché al termine della stagione gli aderenti sono saliti ad un centinaio".

Leone Pancaldi (1915-1995)

Durante la seconda guerra mondiale il futuro architetto e pittore Leone Pancaldi (Bologna 1915 - 1995) fu inquadrato col grado di sottotenente nel 121° Reggimento di fanteria "Macerata" destinato all'invasione della Jugoslavia.

Prestò così servizio prima in Slovenia, poi in Croazia, ma dopo l'8 settembre 1943 venne catturato e internato in Germania con la matricola 114402 IIIA.

Al periodo dell'internamento risalgono circa 90 disegni dei quali il portale archIVI propone una selezione in occasione dei 100 anni dalla nascita e dei 20 anni dalla scomparsa dell'Autore.

Le opere sono conservate nel suo archivio personale, depositato dagli eredi presso la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e il cui inventario sarà a breve disponibile.

L'intervento di inventariazione è stato realizzato grazie al sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Leonardo Melandri (1929-2005)

Per ricordare la figura di Leonardo Melandri (Forlì 11 marzo 1929 - 6 giugno 2005) nel decimo anniversario della sua scomparsa, il portale archIVI propone una mostra virtuale realizzata con le fotografie provenienti dal suo archivio personale.

La galleria di immagini documenta la multiforme attività pubblica del senatore forlivese: le fotografie ritraggono infatti Leonardo Melandri in varie circostanze (incontri, dibattiti e convegni, molti dei quali tenutisi presso la Camera di commercio di Forlì; cerimonie ufficiali per la commemorazione di eventi e la consegna di premi; inaugurazioni di filiali bancarie e sedi universitarie; assise politiche) e con diversi personaggi del mondo della politica e delle istituzioni (Franco Maria Malfatti, Ciriaco De Mita, Filippo Maria Pandolfi, Carlo Azeglio Ciampi, Umberto Eco).

In coda vengono proposte le fotografie della cerimonia di inaugurazione di una lapide in memoria di Leonardo Melandri scoperta presso la Rocca di Bertinoro ad un anno dalla sua scomparsa.

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Mostre virtuali

“La possibilità di realizzare “Mostre virtuali online” potenzia le opportunità che la dimensione digitale e il web offrono alla valorizzazione dei beni culturali rispetto a quelle offerte dal mondo analogico” (Marina Giannetto, direttore dell'Istituto centrale per gli archivi (ICAR).

Questo ambiente offre la possibilità di accedere agli archivi pubblicati nel portale direttamente dagli oggetti digitali a prescindere dalla loro dimensione digitale: i documenti testuali, i video, le immagini e i suoni rappresentano gli elementi fondamentali della narrazione.

La didascalia di ciascun oggetto digitale è fornita di un link attivo ("Vai alla scheda d'archivio") che consente di visualizzare la riproduzione digitale all'interno dell'archivio di appartenenza. I contenuti si possono sia ascoltare che guardare in versione bidimensionale o in 3D.