IT-CPA-SP00001-0000142

Grazia, Jordis

8 gennaio 1926 - 2003

Jordis Grazia nacque a Milano nel 1926, da una famiglia contraria al regime. Per via dell'attività antifascista del padre, Verenin Grazia, che cambiò ripetutamente lavoro tra gli anni Venti e Trenta, si trasferì più volte. Lasciò Milano per Parma nel 1935 e nel 1943 approdò a Bologna, dove proseguì gli studi fino alla classe terza dell'Istituto professionale "Regina Margherita".
Seguendo le orme del padre e delle due sorelle più grandi Fedra e Poljana, impegnate (…)

Identificazione

Identificativo scheda IT-CPA-SP00001-0000142
Tipologia persona
Denominazioni

Grazia, Jordis

Grazia, Lola (date d’uso della denominazione: 1944 - 1945)

Date di esistenza 8 gennaio 1926 - 2003

Descrizione

Storia
Jordis Grazia nacque a Milano nel 1926, da una famiglia contraria al regime. Per via dell'attività antifascista del padre, Verenin Grazia, che cambiò ripetutamente lavoro tra gli anni Venti e Trenta, si trasferì più volte. Lasciò Milano per Parma nel 1935 e nel 1943 approdò a Bologna, dove proseguì gli studi fino alla classe terza dell'Istituto professionale "Regina Margherita".
Seguendo le orme del padre e delle due sorelle più grandi Fedra e Poljana, impegnate nel movimento di resistenza, nel 1944 entrò a far parte della redazione del periodico clandestino delle donne socialiste "Compagna". Successivamente collaborò anche alla redazione de "La voce delle donne", organo dei Gruppi di Difesa della Donna di Bologna. E' grazie al lavoro clandestino nella redazione dei due periodici e al contatto diretto con altri antifascisti, come Marta Gottardi, Renato Tega e Paolo Bentivoglio, che maturò l'impegno politico di Jordis. Negli anni della Resistenza assunse il nome di battaglia di "Lola", che continuò a usare nella sua attività politica successiva.
All'indomani della liberazione, Jordis proseguì il suo impegno politico all'interno del Partito socialista, divenendo responsabile della rispettiva Commissione femminile. Il Partito socialista, come lei stessa ha ricordato, rappresentò per lei un luogo di affermazione e crescita personale.
La sua attività sindacale si concentrò in pochi anni: tra il 1958 e il 1960 lavorò alla Cgil come funzionaria della Federazione lavoratori alimentaristi.
Con il decentramento e l'istituzione dei quartieri, Jordis fece un'esperienza importante anche sul fronte amministrativo, divenendo la cosiddetta "aggiunta del sindaco" per il quartiere Saffi di Bologna.
Un impegno costante nell'attività politica di Jordis fu quello per i diritti delle donne, che la portò a far parte nell'Udi di Bologna, dove ricoprì vari ruoli dirigenziali fino agli anni Settanta, quando lasciò l'associazione in disaccordo con l'avvicinamento di quest'ultima al movimento femminista.
Tra i primi a Bologna a comprendere il valore della formazione anche nelle professioni sanitarie non mediche e della comunicazione, con Carlo Menarini, direttore del Servizio di recupero e riabilitazione funzionale del S. Orsola, negli anni Settanta del Novecento, Jordis contribuisce attivamente, non senza difficoltà, alla realizzazione della Scuola per terapisti della riabilitazione.
Negli anni Settanta e Ottanta del Novecento, fa parte del Consiglio di amministrazione dell'Ente ospedaliero di Bologna (che comprendeva gli ospedali Bellaria, Maggiore, Montecatone e S. Orsola) e la sua attività di amministratore prosegue fino agli anni Novanta, in qualità di consigliere del Comitato di gestione della Usl 27.
Nel 1974 Jordis Grazia è, con Mario Zanetti e Luigi Orlandi, tra i fondatori della rivista "Ospedali della vita", strumento per pubblicare notizie scientifiche, idee e informazioni destinato agli operatori del mondo sanitario, uno dei primi esempi in Italia nel campo della comunicazione scientifica e sanitaria. Segue gli aspetti redazionali della rivista fino alla fine del 2001, anno in cui inizia la pubblicazione on line del periodico.
Dal 1991 al 2002 Jordis ricopre l'incarico di presidente dei Pii istituti educativi, seguendo così da vicino gli aspetti legati alla solidarietà e all'impegno sociale nel territorio bolognese.
Si spense a Bologna nel 2003.
Luoghi

Milano (luogo di nascita, 8 gennaio 1926)

Bologna (residenza, 1943 - 2003)

Bologna (luogo di morte, 2003)

Funzioni e attività Membro del Consiglio di amministrazione dell'Ente ospedaliero di Bologna, consigliere del Comitato di gestione della Usl 27 di Bologna, presidente dei Pii istituti educativi di Bologna.

Relazioni

Relazione associativa
Azienda unità sanitaria locale (Ausl) di Bologna Date di esistenza della relazione: 1970 - 2002

Descrizione della relazione: Jordis Grazia è membro del Consiglio di amministrazione dell'Ente ospedaliero di Bologna e consigliere del Comitato di gestione della Usl 27.

Relazione associativa
Istituto di cura e riposo Giovanni XXIII e annessa opera pia Orfanotrofio S. Leonardo, Bologna, (1989 - 2006) Date di esistenza della relazione: 1991 - 2002

Descrizione della relazione: Jordis Grazia è presidente dell'ente.

Risorse collegate

Fonti utilizzate per la compilazione della scheda

Fonti on line:

- articolo commemorativo scritto da Anna Zucchini: http://www.odv.bo.it/2003-3//notiziario-06.pdf (data di consultazione 20 febbraio 2013)

- "Jordis Grazia" in Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese (1919-1945). Vol. I. Bologna dall'antifascismo alla Resistenza a cura di N.S. Onofri, edizione elettronica dell'opera a cura del Comune di Bologna - Progetto Nuove istituzioni museali e Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna "Luciano Bergonzini": http://certosa.cineca.it/montesole/Blob.php?ID=7636 (data di consultazione il 20 febbraio 2013);

- "Jordis Grazia" nel dizionario biografico Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945) a cura di A. Albertazzi, L. Arbizzani, N.S. Onofri: http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/isrebo/strumenti/G5.pdf (data di consultazione 20 febbraio 2013)

Note

Scheda descrittiva a cura di Marta Magrinelli redatta nel 2013 nell'ambito del progetto "Una città per gli archivi", promosso dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dalla Fondazione Cassa di risparmio in Bologna.