IT-CPA-SP00001-0000266

Provincia del Santissimo Redentore di Bologna

(ente e associazione della chiesa cattolica)

1517 - 13 giugno 1946

Il movimento dell'Osservanza francescana si propagò alla fine del sec. XIV in Umbria, per passare poi in Toscana e raggiungere anche Bologna per iniziativa di fra Giovanni da Stroncone che nel 1403 ottenne da papa Bonifacio IX di istituirvi dapprima un romitorio e poi, nel 1409, un convento. Contemporaneamente anche a Ferrara fu istituito un convento e da queste due città si propagò in tutta la regione emiliano romagnola il cosiddetto movimento dell'Osservanza e (…)

Identificazione

Identificativo scheda IT-CPA-SP00001-0000266
Tipologia ente
Qualifica

ente e associazione della chiesa cattolica

Denominazioni

Provincia del Santissimo Redentore di Bologna (date d’uso della denominazione: 28 aprile 1911 - 13 giugno 1946)

Provincia osservante di Bologna (date d’uso della denominazione: 14 luglio 1815 - 10 agosto 1899)

Custodia osservante di Bologna (date d’uso della denominazione: 1808 - 14 luglio 1815)

Provincia osservante di Bologna (date d’uso della denominazione: 1517 - 1808)

Denominazioni in altra lingua

Provincia bononiensis Sanctissimi Redemptoris (date d’uso della denominazione: 1911 - 1946)

Date di esistenza 1517 - 13 giugno 1946

Descrizione

Storia
Il movimento dell'Osservanza francescana si propagò alla fine del sec. XIV in Umbria, per passare poi in Toscana e raggiungere anche Bologna per iniziativa di fra Giovanni da Stroncone che nel 1403 ottenne da papa Bonifacio IX di istituirvi dapprima un romitorio e poi, nel 1409, un convento. Contemporaneamente anche a Ferrara fu istituito un convento e da queste due città si propagò in tutta la regione emiliano romagnola il cosiddetto movimento dell'Osservanza e particolare importanza assunse, almeno inizialmente, il convento di S. Paolo in Monte detto dell'Osservanza. Il movimento assunse tale importanza e autonomia che nel 1517 papa Leone X sancì la divisione all'interno dell'Ordine dei frati minori tra il movimento degli Osservanti e quello dei Conventuali; la nuova Provincia osservante bolognese ereditava quelli che erano i conventi appartenenti alla Provincia di Bologna - con tale titolo generico antecedentemente al 1517 è citata -, in particolare i conventi delle Custodie di Bologna, Ferrara, Parma e Ravenna soggetti ora ad un unico Ministro provinciale e non più a un Vicario provinciale.
Successivamente all'interno della famiglia francescana Osservante si originò un nuovo movimento di rinnovamento spirituale che passò sotto il nome di Riforma. Anche all'interno della Provincia osservante bolognese, i frati che intesero condurre una vita più ritirata e che quindi aderirono al movimento della Riforma - denominata in seguito Osservante Riformata - nel 1597 furono riuniti nella cosiddetta Custodia riformata di Bologna, costituendosi in Provincia autonoma solo nel 1639, staccandosi così dalla Provincia osservante bolognese.
In seguito alle vicende legate prima all'invasione dell'esercito francese nel 1796 e poi alla soppressione napoleonica che portò alla chiusura nel 1810 di tutti i conventi, a Milano il 19 giugno 1808 fu celebrato un Capitolo straordinario, nel quale i Ministri delle Province osservanti di Milano, Brescia, Bologna, Novara e Venezia stabilirono l'unificazione di queste Province in una unica con il nome di "Provincia italica degli osservanti", mentre le ex Provincie venivano ridotte a Custodie governate da un Vicario provinciale soggetto al Ministro provinciale della nuova Provincia italica. La Custodia di Bologna assunse il nome di "Custodia osservante di Bologna" (Custodia Observantis Bononiensis) e comprendeva i seguenti conventi: SS. Annunziata (Bologna), S. Spirito (Ferrara), S. Apollinare (Ravenna), S. Margherita (Modena), S. Girolamo (Forlì), S. Francesco (Mirandola), S. Nicolò (Carpi), S. Sebastiano (Savignano), S. Bernardino (Rimini), S. Francesco (Guastalla), SS. Crocefisso (Montiano), S. Francesco (Castel S. Pietro).
Nonostante il decreto di soppressione napoleonica i religiosi francescani, privati dell'abito e confidando nell'aiuto della popolazione locale e soprattutto sui vescovi, si adoperarono segretamente per rientrare nei conventi perduti su tutto il territorio emiliano romagnolo, conventi che furono nuovamente ripristinati e recuperati - anche se non completamente - tra il 1816 e il 1819. Con il decreto del Ministro generale P. Gaudenzio da Coriano del 14 luglio 1815 fu ricomposta la Provincia osservante di Bologna allo stato antecedente il 1808.
La ricostituzione della Provincia bolognese osservante subì una nuova battuta d'arresto con la soppressione degli ordini religiosi nel 1866-1867 da parte dello Stato italiano; dopo alcuni anni di incertezza l'Ordine dei frati minori riprese il proprio cammino fino all'unione dei frati minori con la bolla di papa Leone XIII Felicitate quadam del 4 ottobre 1897. Per volontà del Ministro generale Luigi Canali da Parma e con decreto di papa Leone XIII, infatti, le famiglie francescane dell'Osservanza, della Riforma, dei Discalciati e dei Recolletti formarono un'unica famiglia con il nome di "Frati minori"; anche a Bologna si procedette all'unione delle due Province, osservante e riformata, con decreto di P. L. Lauer del 10 agosto 1899, dando vita ad una nuova Provincia ovvero "Provincia bononiensis fratrum minorum". Questa unione ebbe vita fino al 1911, quando vennero nuovamente istituite due Province con il decreto generalizio del 28 aprile Sanctissimus che ripristinava per i Riformati la Provincia di S. Caterina e per gli Osservanti la Provincia del SS. Redentore, sancita con il Motu proprio Quo magis di papa Pio X del 23 ottobre 1911.
In seguito al decreto Sanctissimus alla nuova Provincia del SS. Redentore (ex Provincia osservante) furono assegnati i seguenti conventi: S. Antonio (Bologna), Le Grazie (Rimini), S. Bernardino (Rimini), S. Francesco (Cotignola), S. Spirito (Ferrara), S. Antonio (Massalombarda), S. Nicolò (Carpi), S. Francesco (Busseto), SS. Annunziata (Parma), S. Pietro d'Alcantara (Parma), S. Francesco (Cortemaggiore), S. Francesco (Fiorenzuola), S. Francesco (Forlì).
Successivamente un secondo decreto generalizio del 15 maggio 1916 prescrisse l'assegnazione dei conventi di S. Croce (Sogliano) e di S. Maria degli Angeli (Brisighella) alla nuova Provincia del SS. Redentore (ex Provincia osservante) in cambio dei conventi di S. Pietro d'Alcantara (Parma) e di S. Antonio (Massalombarda) consegnati precedentemente alla Provincia di S. Caterina.
Con il decreto generalizio Quam maximas del 13 giugno 1946, che metteva in esecuzione le disposizioni di papa Pio XII contenute nella lettera apostolica Quae paterna del 27 dicembre 1945, fu costituita la Provincia di Cristo Re dei frati minori dell'Emilia Romagna; la nuova Provincia era costituita dalla fusione delle due ex Province di S. Caterina e del SS. Redentore e veniva a completare il piano di unione delle famiglie francescane degli Osservanti, Riformati, Alcantarini e Recolletti nell'unico Ordine dei frati minori decretato da papa Leone XIII nel 1897, poi fallito con la scissione del 1911.
Luoghi

Bologna (sede, 1517 - 1946)

Emilia Romagna (giurisdizione, 1517 - 1946)

Funzioni e attività L'ente, secondo lo spirito e le finalità di san Francesco di Assisi, ha svolto attività prevalentemente diretta a scopi di religione e di culto, secondo le norme di diritto canonico e delle costituzioni generali proprie dell'Ordine dei frati minori, regolamentando e disciplinando i religiosi della propria giurisdizione in ambiti particolari quali:

- la formazione dei religiosi, ovvero l'iter che comincia dalla richiesta di entrata nell'Ordine, alla vestizione dell'abito fino alla ordinazione sacerdotale, attraverso l'istituzione di noviziati, studentati e professòri;

- l'attività apostolica, attraverso le missioni al popolo, la pastorale ospedaliera, la gestione e la cura delle parrocchie affidate dalle diocesi delle varie città dell'Emilia Romagna ai singoli conventi;

- l'attività di evangelizzazione, con l'invio di religiosi in varie terre e regioni del mondo (tra gli altri in Marocco, Argentina, Giappone, Papua Nuova Guinea, Cina);

- l'attività culturale, con la promozione e la pubblicazione di studi di natura storica e teologica a opera di religiosi della Provincia.
Quadro giuridico-normativo - bolla di papa Leone XIII, "Felicitate quadam", relativa all'unione delle famiglie francescane in un unico movimento denominato Ordine dei frati minori, promulgata il 4 ottobre 1897;

- decreto di Luigi Lauer, Ministro generale dei frati minori, relativo alla fusione delle Provincie bolognesi osservante e riformata in una unica Provincia, denominata Provincia di Bologna (Provincia bononiensis) promulgato il 10 agosto 1899;

- decreto generalizio, "Sanctissimus", promulgato il 28 aprile 1911, relativo alla divisione di alcune Provincie, tra cui la Provincia bononiensis, che si dividerà in Provincia bononiensis Sanctissimi Redemptoris e Provincia bononiensis Sanctae Catharinae;

- riconoscimento della personalità giuridica della Provincia del SS. Redentore con il regio decreto del 7 aprile 1932, n. 424, in seguito al concordato tra Santa Sede e Stato italiano nel 1929;

- decreto di Valentino Schaaf, Ministro generale dei frati minori, "Quam maximas", relativo alla unione delle Provincie di S. Caterina e del SS. Redentore in una unica Provincia denominata "Provincia bononiensis a Christo rege", promulgato il 13 giugno 1946.
Organizzazione interna La struttura di governo dalle origini fino al 1946 si connota attraverso linee istituzionali sostanzialmente lineari nel tempo; le motivazioni sono da ricercarsi nel fatto che la Provincia è un'entità religiosa soggetta innanzi tutto alle costituzioni generali proprie dell'Ordine dei frati minori e, in particolare, alle ordinazioni e direttive emanate dalla Curia generale cui la Provincia bolognese, come tutte le altre a livello nazionale e internazionale, è soggetta.
Pertanto non presentando cambiamenti di natura istituzionale e amministrativa sostanziali e avendo mantenuto inalterate nel tempo non solo le modalità e le strutture di governo, ma anche i rapporti e le dinamiche con le comunità conventuali (conventi e case filiali) facenti parte della Provincia, è possibile delineare genericamente le seguenti strutture di governo:

- relativamente alle strutture di governo, la Curia provinciale è sempre stata presieduta dal Ministro provinciale e dal Definitorio provinciale, una sorta di consiglio ristretto di religiosi1, cui spettavano la direzione spirituale e amministrativa dei religiosi e delle comunità conventuali;

- relativamente alle modalità, alla nomina e all'elezione degli organi deliberativi della Provincia non si registrano significative modificazioni, essendo i religiosi chiamati a ricoprire quei ruoli (Ministro provinciale e Definitorio provinciale) eletti ogni tre anni attraverso il Capitolo provinciale, una sorta di assemblea composta da soli religiosi aventi diritto e votati dall'intera famiglia religiosa della Provincia, ed essendo tali nomine ratificate e convalidate successivamente dalla Curia generale dell'Ordine dei frati minori di Roma;

- relativamente ai rapporti con i conventi - facenti capo alla Provincia e non costituendo entità autonome dal punto di vista civile e canonico -, al Ministro e al Definitorio provinciali spettava il compito della loro composizione, in particolare quello delle famiglie conventuali, con la nomina dei superiori del convento - denominati Guardiani - e lo spostamento o la conferma dei religiosi presso le diverse comunità conventuali, nonché la direzione e la formazione degli stessi religiosi;

- relativamente alla gestione delle varie attività amministrative e spirituali della Provincia, il Ministro e il Definitorio provinciali provedevano all'istituzione di uffici e commissioni provinciali con il compito di organizzare e presiedere le attività economiche e amministrative, le attività liturgiche (aggiornamento e regolamentazione degli usi e degli strumenti liturgici), le attività apostoliche (missioni al popolo, parrocchie), le attività formative (religiose e scolastiche), le attività culturali (biblioteche, archivi, opere d'arte), le attività missionarie.

Relazioni

Relazione associativa
Provincia di Santa Caterina da Bologna, Bologna, (1911 - 1946) Date di esistenza della relazione: 10 agosto 1899

Descrizione della relazione: Con decreto del Ministro generale L. Lauer, la Provincia del SS. Redentore è unita alla Provincia di S. Caterina.

Relazione con successore
Provincia minoritica di Cristo Re dei frati minori dell'Emilia Romagna, Bologna, (1946 - ) Date di esistenza della relazione: 13 giugno 1946

Descrizione della relazione: Con il decreto del Ministro generale "Quam maximas" del 13 giugno 1946, che metteva in esecuzione le disposizioni di papa Pio XII contenute nella lettera apostolica "Quae paterna" del 27 dicembre 1945, si costituì la Provincia di Cristo Re mediante la fusione di due precedenti Provincie: Provincia di S. Caterina da Bologna e Provincia del SS. Redentore di Bologna.

Risorse collegate

Fonti utilizzate per la compilazione della scheda

Fonti bibliografiche:

- FERNANDO DA BOLOGNA, Memorie istoriche della Provincia de' minori osservanti detta di Bologna, Bologna, 1717 (in particolare pp. 1-7);

- FLAMINIO DA PARMA, Memorie istoriche delle chiese, e dei conventi dei frati minori dell'Osservante, e Riformata Provincia di Bologna, Parma, 1760-1761, 3 voll. (in particolare i voll. I e II);

- G. PICCONI DA CANTALUPO, Centone di memorie storiche concernenti la minoritica Provincia di Bologna, Tipografia della SS. Annunziata, Parma, 1906-1911, 2 voll. (in particolare vol. I, pp. 1-6; vol. II, pp. 179-192, 377-387);

- G. PICCONI DA CANTALUPO, Serie cronologico-biografica dei Ministri e vicari provinciali della minoritica Provincia di Bologna, Tipografia della SS. Annunziata, Parma, 1908 (in particolare pp. 3-16);

- R. ZAVALLONI, Provincia di "Cristo Re". Frati minori dell'Emilia-Romagna nel 50° anno di vita, Porziuncola, Assisi, 1996 (in particolare pp. 1-54);

- Atti ufficiali della Provincia osservante francescana di Bologna, a cura di D. GUIDARINI, B. MONFARDINI, G. MONTORSI, Edizioni francescane, Bologna, 2002, 4 voll.

Note

Scheda descrittiva a cura di Riccardo Pedrini redatta nel 2014 nell'ambito del progetto "Una città per gli archivi", promosso dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dalla Fondazione Cassa di risparmio in Bologna.