Gerarchia:
Raccolta fotografica di Francesco Lorenzo Pullé e del Museo Indiano di Bologna » Fotografie dei reperti conservati presso il Lahore Central Museum » Testa di BodhisattvaDenominazione:
Testa di BodhisattvaNote al titolo:
del catalogatoreData:
[1902 - 1903]Note alla data:
riferimenti biograficiTipologia:
documento fotografico o iconograficoTipologia documento:
positivoTipologia di media:
documento fotograficoConsistenza:
1 positivoSegnatura:
scatola 11, n. FLP.500Altre segnature:
- 00001.00003.00192
Descrizione del soggetto:
Scultura in cui si distingue la testa di un Bodhisattva, riconoscibile per alcuni degli attributi tipici associati a simili figure, come i baffi e, specialmente, il turbante a calotta con ventaglio e diadema centrale. Sul collo della scultura, frammentato, si nota il numero "946" in bianco ricoperto con tratti di inchiostro, mentre sullo sfondo è presente il numero "0 116".Dimensioni:
19x13,5 cm, verticaleStato di conservazione:
discretoNote allo stato di conservazione:
Macchie, lievi abrasioni lungo i bordi (stampa); sgualciture, macchie, foxing, lieve deformazione (supporto secondario).Note storico critiche:
Autore delle fotografie:fotografo non identificato, fotografo principale
Il reperto è entrato nella collezione del museo di Lahore con il numero "946" ed è ancora conservato nella stessa istituzione avendo però mutato il codice di riconoscimento in "G 18" (Errington, p. 472). Nel volume Gandhāran Art of Pakistan, Ingholt ne attribuisce la provenienza dal sito di Sikri (Ingholt, p. 143 e fig. 330), ma Errington sostiene che provenga da scavi effettuati a Jamālgarhī, tesi che sembra condivisibile. La scultura colse l'interesse anche di Pullé, che nel suo intervento al Congresso Internazionale di Scienze Storiche mostrò al pubblico l'immagine recuperata a Lahore, insieme a due raffiguranti lo stesso tipo di soggetto, per descrivere l'evoluzione dell'iconografia dei Bodhisattva secondo la lezione appresa dagli studiosi dell'epoca, ponendo questo esemplare a metà tra la fase iniziale delle raffigurazioni e la fase migliore di riproduzione: "In generale i Bodhisattva vengono resi con tipi principeschi, di râgaputra, quale era la origine del Maestro stesso; altri sostenne che alcune di codeste figure rappresentassero Siddhârta, ossia Buddha medesimo nella sua giovinezza di principe mondano; mentre altri vi scorgeva veri e propri ritratti di re e signori fautori del buddhismo. Di comune le figure di questi personaggi hanno i baffi e gli ornamenti del capo, turbanti e diademi. Dalla fig. 18 che è nella trattazione arcaicizzante, con ornamenti di carattere persiano, attraverso la fig. 19 si giunge alla fig. 20 di fattura tanto fina e delicata..." (p. 86 e fig. 19).
Numero di catalogo assegnato nel corso dell'intervento di catalogazione della fine degli anni Ottanta del Novecento: 32.
Descrizione estrinseca:
singola fotoLa stampa è montata su un cartoncino di supporto formato 17x24 cm.
Sul recto della stampa sono presenti il numero "946" ms. sul reperto e il numero ms. a caratteri fotografici "0 116" , mentre sul verso del cartoncino di supporto sono presenti le iscrizioni mss. "N 144 D" e "32 Coll. Pullé".
La stampa era conservata all'interno della busta con etichetta recante l'iscrizione dattiloscritta "Cartone I: Ghandara (Incerte)".
Materia e tecnica: gelatina bromuro d'argento/carta
La documentazione è conservata da:
Persone:
- fotografo non identificato ; fotografo principale
Redazione e revisione:
- Redatta in xDams , 03/04/2017 - 22/01/2018
Bibliografia:
- H. Ingholt, Gandhāran Art of Pakistan, New York: Pantheon Books, 1957.
- F. L. Pullè, Atti del Congresso Internazionale di Scienze Storiche, , 1905. , pp. 57-116.
- E. Errington, The Western Discovery of the Art of Gandhāra and the finds of Jamālgarhī, , 1987. Tesi di dottorato, School of Oriental and African Studies
