Città degli archivi

Testa frammentata

Gerarchia:

Raccolta fotografica di Francesco Lorenzo Pullé e del Museo Indiano di Bologna » Fotografie dei reperti conservati presso il Lahore Central Museum » Testa frammentata

Denominazione:

Testa frammentata

Note al titolo:

del catalogatore

Data:

[1902 - 1903]

Note alla data:

riferimenti biografici

Tipologia:

documento fotografico o iconografico

Tipologia documento:

positivo

Tipologia di media:

documento fotografico

Consistenza:

1 positivo

Segnatura:

scatola 12, n. FLP.540

Altre segnature:

  • 00001.00003.00232

Descrizione del soggetto:

Scultura raffigurante una testa, molto frammentata e con tutta probabilità parte di una statua a figura intera; si nota la testa coronata. Sul collo quasi completamente cancellato ad inchiostro si nota il numero di inventario "109", quasi illeggibile.

Dimensioni:

19,5x13,5 cm, verticale

Stato di conservazione:

discreto

Note allo stato di conservazione:

Sbiadimento, macchie, abrasioni (stampa); sgualciture, abrasioni, macchie, foxing (supporto secondario).

Note storico critiche:

Autore delle fotografie:
fotografo non identificato, fotografo principale

Il frammento di statua riprodotto nella fotografia, di cui si ha una copia identica conservata presso il Victoria & Albert Museum nell'album donato nel 1908 da John Lockwood Kipling (v. BSE), secondo quanto riporta Errington è oggi presso il Government Museum & Art Gallery di Chandigarh (1987: 457). F. L. Pullé, nell'acquisirne una copia al Lahore Central Museum riteneva che esemplari del genere fossero «interessanti non solo per lo sviluppo della tecnica, quanto per lo studio dei differenti tipi etnici che caddero sotto la osservazione e lo scalpello degli artisti del Pengàb [sic]» (Pullé 1905: 85). Nel presentarli al pubblico del Congresso Internazionale di Scienze Storiche, tuttavia, lo studioso mostrava anche la limitatezza delle sue conoscenze, sia in merito alla nascita del Buddhismo, su cui al tempo si dibatteva largamente, sia in riferimento al soggetto ritratto in fotografia, che Pullé assimila a un bodhisattva, benché a tutta prima non si possa essere così certi dell'identificazione. Valga in proposito l'interpretazione proposta nella scheda del Victoria & Albert in cui si fa riferimento alla testa di un re. Nel rivolgersi al pubblico del Congresso, in ogni caso, Pullé riferiva a riguardo, confermando che lo studio del Buddhismo era ancora in una fase incerta: «In generale i Bodhisattva vengono resi con tipi principeschi, di ragaputra [sic], quale era la origine del Maestro stesso; altri sostenne che alcune di codeste figure rappresentasssero Siddhārtha, ossia Buddha medesimo nella sua giovinezza di principe mondano; mentre altri vi scorgeva veri e propri ritratti di re e signori fautori del buddhismo. Di comune questi personaggi hanno i baffi e gli ornamenti del capo, turbante e diademi. Dalla fig. 18 che è nella trattazione arcaicizzante, con ornamenti di carattere persiano...» (Pullé, 1905: 86)

Il frammento di statua riprodotto nella fotografia, di cui si ha una copia identica conservata presso il Victoria & Albert Museum nell'album donato nel 1908 da John Lockwood Kipling (v. BSE), secondo quanto riporta Errington è oggi presso il Government Museum & Art Gallery di Chandigarh (1987: 457). F. L. Pullè, nell'acquisirne una copia al Lahore Central Museum riteneva che esemplari del genere fossero «interessanti non solo per lo sviluppo della tecnica, quanto per lo studio dei differenti tipi etnici che caddero sotto la osservazione e lo scalpello degli artisti del Pengàb [sic]» (Pullè 1905: 85). Nel presentarli al pubblico del Congresso Internazionale di Scienze Storiche, tuttavia, lo studioso mostrava anche la limitatezza delle sue conoscenze, sia in merito alla nascita del Buddhismo, su cui al tempo si dibatteva largamente, sia in riferimento al soggetto ritratto in fotografia, che Pullè assimila a un bodhisattva, benché a tutta prima non si possa essere così certi dell'identificazione. Valga in proposito l'interpretazione proposta nella scheda del Victoria & Albert in cui si fa riferimento alla testa di un re. Nel rivolgersi al pubblico del Congresso, in ogni caso, Pullè riferiva a riguardo, confermando che lo studio del Buddhismo era ancora in una fase incerta: «In generale i Bodhisattva vengono resi con tipi principeschi, di ragaputra [sic], quale era la origine del Maestro stesso; altri sostenne che alcune di codeste figure rappresentasssero Siddhārtha, ossia Buddha medesimo nella sua giovinezza di principe mondano; mentre altri vi scorgeva veri e propri ritratti di re e signori fautori del buddhismo. Di comune questi personaggi hanno i baffi e gli ornamenti del capo, turbante e diademi. Dalla fig. 18 che è nella trattazione arcaicizzante, con ornamenti di carattere persiano...» (Pullè, 1905: 86)

Numero di catalogo assegnato nel corso dell'intervento di catalogazione della fine degli anni Ottanta del Novecento: 111.

Descrizione estrinseca:

singola foto
La stampa è montata su un cartoncino di supporto formato cm.
Sul recto della stampa sono presenti il numero "109" ms. sul reperto parzialmente cancellato ad inchiostro e l'iscrizione ms. "Ritratti" , mentre sul verso del cartoncino di supporto sono presenti le iscrizioni mss. "N. 144 D" e"111 Coll. Pullé".
La stampa era conservata all'interno della busta con etichetta recante l'iscrizione dattiloscritta "Cartone II: Ghandara - Chadigara".
Materia e tecnica: gelatina bromuro d'argento/carta

La documentazione è conservata da:


Persone:


Redazione e revisione:

  • Redatta in xDams , 03-04-2017 - 22/01/2018

Bibliografia:

  • F. L. Pullè, Atti del Congresso Internazionale di Scienze Storiche, Roma: Tipografia della Reale Accademia dei Lincei, 1905. , pp. 57-116.
  • E. Errington, The Western discovery of the art of Gandhāra and the finds of Jamālgarhī, , 1987. Tesi di dottorato, School of Oriental and African Studies
  • J.L. Kipling Album - Victoria & Albert Museum, https://collections.vam.ac.uk/item/O1270829/photograph/.

CPA-FT0073-0000177-0001

di 1