Gerarchia:
Raccolta fotografica di Francesco Lorenzo Pullé e del Museo Indiano di Bologna » Fotografie dei reperti conservati presso il Lahore Central Museum » Frammento architettonico con putti e ghirlandaDenominazione:
Frammento architettonico con putti e ghirlandaNote al titolo:
del catalogatoreData:
[1902 - 1903]Note alla data:
riferimenti biograficiTipologia:
documento fotografico o iconograficoTipologia documento:
positivoTipologia di media:
documento fotograficoConsistenza:
1 positivoSegnatura:
scatola 12, n. FLP.554Altre segnature:
- 00001.00003.00246
Descrizione del soggetto:
Frammento raffigurante sei putti che sostengono una ghirlanda ondulata decorata con elementi pendenti fitomorfi alla base delle curve inferiori. Le figure dei putti sono di due tipi alternati tra loro, il primo rappresentato a mezzobusto, con gli arti inferiori coperti dalle curve inferiore della ghirlanda, presumibilmente alato, mentre il secondo a figura intera, nuda, nell'atto di sostenere sopra le spalle la curva superiore della ghirlanda. Sulla base del frammento, così come sullo sfondo della fotografia, si legge il numero "732".Dimensioni:
9,5x14,5 cm, orizzontaleStato di conservazione:
discretoNote allo stato di conservazione:
Sbiadimento, macchie, abrasioni (stampa); sgualciture, abrasioni, macchie, lieve sfaldamento, foxing, alterazione del colore, lieve deformazione (supporto secondario).Note storico critiche:
Autore delle fotografie:fotografo non identificato, fotografo principale
Il soggetto raffigurato era con tutta probabilità posto a ornamento delle gradinate di un monumento scavato nel sito di Jamālgarhī, nella valle di Peshawar, da cui proviene secondo l'attribuzione effettuata da Elizabeth Errington (1987: 468).
Il reperto, entrato nel museo di Lahore con il numero "732" e oggi riconoscibile grazie al codice "G 973", era stato mostrato tramite proiezione anche da F. L. Pullé (1905: 105 e fig. 55), durante la conferenza tenuta nel contesto del Congresso Internazionale di Scienze Storiche di Roma del 1903, presentato al pubblico con la consapevolezza della sua precisa provenienza, fatto non scontato per l'epoca, e segnalato ai presenti per le seguenti ragioni: "Ma nulla è più adatto a rendere le prove palpabili della conferma dei vari elementi; classico, occidentale, e indigeno indiano, quanto i frisi dei frontoni da una e dall'altra di quelli che in maniera del tutto indo-buddhistica ornano le gradinate degli stupa. La ricchezza e varietà di questi e insieme le diverse fonti dei loro soggetti si possono arguire dai disegni che trascegliamo dai gradini dello stupa di Jamalgirhi (sic) e che stanno frai due estremi della tipica rappresentazione della usanza indiana nel coro divino delle apsaras e dei gandharvi celesti del mito che ha preso forma nelle persone delle baiadere e dei musici terreni; dal motivo classico per eccellenza della simmetrica processione dei putti reggenti le lunghe ghirlande dei fiori; da quegli encarpa che hanno steso le loro propaggini nell'India da un lato, e dall'altro ai monumenti di Ravenna bizantina".
Numero di catalogo assegnato nel corso dell'intervento di catalogazione della fine degli anni Ottanta del Novecento: 147.
Descrizione estrinseca:
singola fotoLa stampa è montata su un cartoncino di supporto formato 12x17 cm.
Sul recto della stampa è presente il numero "732" ms. sul reperto e ms. a caratteri fotografici, mentre sul verso del cartoncino di supporto è presente l'iscrizione ms. "147 Coll. Pullé".
La stampa era conservata all'interno della busta con etichetta recante l'iscrizione dattiloscritta "Cartone II: Ghandara - Chadigara".
Materia e tecnica: gelatina bromuro d'argento/carta
La documentazione è conservata da:
Persone:
- fotografo non identificato ; fotografo principale
Redazione e revisione:
- Redatta in xDams , 03-04-2017 - 22/01/2018
Bibliografia:
- E. Errington, The Western Discovery of the Art of Gandhāra and the finds of Jamālgarhī, , 1987. Tesi di dottorato, School of Oriental and African Studies
- F. L. Pullè, Atti del Congresso Internazionale di Scienze Storiche, Roma: Tipografia della Reale Accademia dei Lincei, 1905. , pp. 57-116.
