Gerarchia:
Raccolta fotografica di Francesco Lorenzo Pullé e del Museo Indiano di Bologna » Fotografie dei reperti conservati presso il Lahore Central Museum » Gruppo di teste e busto acefaloDenominazione:
Gruppo di teste e busto acefaloNote al titolo:
del catalogatoreData:
[1902 - 1903]Note alla data:
riferimenti biograficiTipologia:
documento fotografico o iconograficoTipologia documento:
positivoTipologia di media:
documento fotograficoConsistenza:
1 positivoSegnatura:
scatola 12, n. FLP.560Altre segnature:
- 00001.00003.00252
Descrizione del soggetto:
Composizione di sei teste e un busto acefalo. Tra le sei teste si distingue, al centro in basso, una testa di Gautama Buddha con pettinatura a file di onde, orizzontali, sovrapposte e uṣṇīṣa separata; al di sopra e appoggiata alla stessa, si riconosce la testa di un Bodhisattva che indossa turbante a calotta decorato con ventaglio e diadema centrale; a fianco, sulla destra, il busto acefalo, presumibilmente di un offerente, poiché tiene un oggetto tra le mani; l'ultimo reperto a destra è la testa di una figura femminile. Completano il quadro tre teste maschili, un anziano con barba, un tipo in stile kushāna con baffi, alla destra della rappresentazione di Buddha e, alla sinistra di quest'ultimo, un soggetto con cappello a cono. Sulla testa di Buddha compare iscritto il numero "524", mentre sulla testa con il copricapo a cono compare il numero "168", sulla testa che mostra i caratteri più spiccatamente kushāna il numero "173", sulla testa femminile il numero "509" e, infine, presumibilmente sulla testa che rappresenta un Bodhisattva il numero "520".Dimensioni:
19,5x24 cm, orizzontaleStato di conservazione:
discretoNote allo stato di conservazione:
Macchie, lievi abrasioni anche lungo i bordi (stampa); sgualciture, abrasioni, perforazioni, macchie, foxing, alterazione del colore (supporto secondario).Note storico critiche:
Autore delle fotografie:fotografo non identificato, fotografo principale
I numeri di registro assegnati ai reperti presso il Lahore Museum permettono di riconoscere due sculture provenienti dagli scavi di Rokhri, segnatamente le teste con il numero "168" e "173", che rappresentano entrambe tipi kushāna (Errington 1987: 458). Ambedue i soggetti sono stati pubblicati da Foucher (1905: 97 figg. 354-5) e Ingholt (1957: 192 e figg. 574-5), che li definiscono "teste di stranieri". Anche le teste che presentano i numeri "524" e "520", rispettivamente di Buddha e di un Bodhisattva, provengono dal medesimo scavo, in questo caso Akhnur (Errington 1987: 464), mentre il reperto che raffigura la testa femminile, pur presentando un numero di registro non trova coerente riscontro con l'elenco pubblicato da Errington.
F. L. Pullé si sofferma sull'immagine nella sua esposizione al Congresso Internazionale di Scienze Storiche del 1903, richiamando le infulenze stilistiche delle diverse teste, alcune delle quali sono presenti nella raccolta in fotografie che le ritraggono singolarmente: «Di non minore interesse, per quanto di diverso valore artistico sono per noi le teste aggruppate nella fig. 23; le quali vanno dalla immagine del Buddha vicino ancora al suo tipo originario (524) a quella del Bodhisattva (520), accusanti palesemente il modello cui possono aver attinto nella testa matronale (509) che loro sovrasta. Dal capo mitrato del persiano (168), dalla nordica figura barbuta, scendiamo alla testa chiomata di tale foggia e di tale profilo (173) che meglio di qualsivoglia altro soggetto incontrato in codesto mondo dell'India occidentale si adatterebbe alle figure vestite di abiti del medio evo europeo che si scopersero dipinte sulle pareti dei templi buddhistici di Turfan» (1905: 87-88 e fig. 23 p. 88). Alcuni dei numeri citati da Pullé differiscono da quelli rilevati per errore di trascrizione del collezionista.
La stampa è montata su un cartoncino di supporto formato cm.
Sul recto della stampa sono presenti i numeri mss. a caratteri fotografici "509", "18", "524" e "17", mentre sul verso del cartoncino di supporto sono presenti le iscrizioni mss. "N. 144 D" e "Collezione Pullé N. 156".
La stampa era conservata all'interno della busta con etichetta recante l'iscrizione dattiloscritta "Cartone III: Ghandara (riconosciute)", derivante dall'intervento di catalogazione e descrizione del professor Giovanni Verardi (fine anni Ottanta del Novecento).
Numero di catalogo assegnato nel corso dell'intervento di catalogazione della fine degli anni Ottanta del Novecento: 156.
Descrizione estrinseca:
singola fotoLa stampa è montata su un cartoncino di supporto formato 24x34 cm.
Sul recto della stampa sono presenti i numeri mss. a caratteri fotografici "509", "168", "524", "173" e "520", mentre sul verso del cartoncino di supporto sono presenti le iscrizioni mss. "N. 144 D" e "156 Collez. Pullé".
La stampa era conservata all'interno della busta con etichetta recante l'iscrizione dattiloscritta "Cartone III: Ghandara (riconosciute)".
Materia e tecnica: gelatina bromuro d'argento/carta
La documentazione è conservata da:
Persone:
- fotografo non identificato ; fotografo principale
Redazione e revisione:
- Redatta in xDams , 03-04-2017 - 22/01/2018
Bibliografia:
- F. L. Pullè, Atti del Congresso Internazionale di Scienze Storiche, Roma: Tipografia della Reale Accademia dei Lincei, 1905. , pp. 57-116.
- A. Foucher, L'art gréco-bouddhique du Gandhâra, Paris: Imprimerie nationale, 1905.
- H. Ingholt, Gandhāran Art in Pakistan, New York: Pantheon Books, 1957.
- E. Errington, The Western Discovery of the Art of Gandhāra and the finds of Jamālgarhī, , 1987. Tesi di dottorato, School of Oriental and African Studies
