Gerarchia:
Raccolta fotografica di Francesco Lorenzo Pullé e del Museo Indiano di Bologna » Fotografie dei reperti conservati presso il Lahore Central Museum » Cupola di vihāraDenominazione:
Cupola di vihāraNote al titolo:
del catalogatoreData:
[1902 - 1903]Note alla data:
riferimenti biograficiTipologia:
documento fotografico o iconograficoTipologia documento:
positivoTipologia di media:
documento fotograficoConsistenza:
1 positivoSegnatura:
scatola 14, n. FLP.630Altre segnature:
- 00001.00003.00322
Descrizione del soggetto:
Reperto che rappresenta la cupola di un vihāra, ovvero un monastero buddhista. Sebbene frammentata nella parte inferiore, nella scultura si distingue la volta d'entrata al monastero ornata con fiori di vario genere, ai cui lati si intravedo i resti di capitelli che decoravano i pilastri a sostegno della struttura; al di sopra dei capitelli si nota una finta balaustra iscritta entro due file di denti di sega, posti al di sopra e al di sotto per dividerla dagli altri elementi decorativi; ancora più in alto si distingue una decorazione a file di foglie ogivali rovesciate con cui termina la prima calotta emisferica, ai lati della quale, difficili da distinguere, stanno in piedi due figure, una maschile e una femminile, appoggiati all'elemento di forma rettangolare posto tra le due cupole; questa parte è ornata grazie a una ghirlanda ondulata nella quale, in corrispondenza di ogni curva del festone, compare un amorino; al di sopra e al di sotto della decorazione, si nota una modellatura aggettante che rappresenta cornicioni. Sopra la ghirlanda con amorini è raffigurata una seconda balaustra, con cui termina la parte rettangolare della struttura per dar spazio alla cupola più alta, contraddistinta da una falsa nicchia centrale, in cui si distinguono due figure di Buddha sedute su due ordini, corrispondenti alla parte inferiore della nicchia a una campata e alla parte superiore a forma di arco pseudo-trilobato. La cupola presenta una serie di decorazioni di carattere geometrico in fila una sopra all'altra. Nella parte inferiore della scultura, in caratteri bianchi, compare il numero "390".Dimensioni:
24x19,5 cm, verticaleStato di conservazione:
buonoNote allo stato di conservazione:
Sbiadimento, macchie, lievi abrasioni (stampa); lieve sfaldamento, sgualciture, abrasioni, macchie, brunitura e foxing (supporto secondario).Note storico critiche:
Autore delle fotografie:fotografo non identificato, fotografo principale
Il soggetto della fotografia, registrato originariamente con il numero "390" presso il Lahore Central Museum, numero sostituito in seguito con il codice "G 121" (Errington1987: 462), è stato oggetto di interesse per gli studiosi internazionali fin dalla pubblicazione di Alfred Foucher L'art gréco-bouddhique du Gandhâra (1905: 188 e fig. 75), ma due anni prima rispetto all'archeologo francese, F. L. Pullé presentò questa stampa fotografica nel corso del Congresso Internazionale di Studi Storici di Roma del 1903, cercando anche in questo caso, come in molti altri, di trovare gli elementi che potevano far ricondurre il reperto al mondo classico e al mondo indiano insieme: «Un esempio interessantissimo della combinazione dei diversi elementi, del classico coll'indiano ci si presenta nella cupola di una stûpa o ćhatya, il tabernacolo o reliquiario come si può chiamare nei tempii buddhistici, che è il più delle volte la riproduzione in piccolo del grande edificio, la interna e nucleare concezione del tempio stesso. Qui noi vediamo il classico fregio dei putti reggenti il corso delle ghirlande, e posanti sopra ordini di dentelli e fregi, alternati colle cinte degli steccati o graticci, proprie e caratteristiche dei buddhistici monumenti, dei grandi stupa di Bharhut, di Amrâvatî, di Sanći» (1905: 109-110 e fig. 60). Interessante notare come Pullé identifichi la cupola come uno stūpa, al pari di quanto si trova scritto in Errington, ma differentemente da quanto sostenuto da Foucher e Ingholt (1957: 173-4 e fig. 468) che si rifanno entrambi ai racconti dei pellegrini cinesi riferiti alla ricchezza di decori dei vihāra del Gandhāra.
Numero di catalogo assegnato nel corso dell'intervento di catalogazione della fine degli anni Ottanta del Novecento: 73.
Descrizione estrinseca:
singola fotoLa stampa è montata su un cartoncino di supporto formato 24x34 cm.
Sul recto della stampa sono presenti i numeri mss. a caratteri fotografici "390" e "0 82", mentre sul verso del cartoncino di supporto è presente l'iscrizione ms. "73 Collezione Pullé".
La stampa era conservata all'interno della busta con etichetta recante l'iscrizione dattiloscritta "Cartone II: Ghandara - Chadigara".
Materia e tecnica: gelatina bromuro d'argento/carta, Note: La ripresa è stata realizzata sovrapponendo all'obiettivo una mascheratura con apertura centrale al fine di simulare un'inquadratura in soggettiva attraverso il buco di una serratura.
La documentazione è conservata da:
Persone:
- fotografo non identificato ; fotografo principale
Redazione e revisione:
- Redatta in xDams , 03-04-2017 - 22/01/2018
Bibliografia:
- F. L. Pullè, Atti del Congresso Internazionale di Scienze Storiche, Roma: Tipografia della Reale Accademia dei Lincei, 1905. , pp. 57-116.
- A. Foucher, L'art gréco-bouddhique du Gandhâra, Paris: Imprimerie nationale, 1905.
- H. Ingholt, Gandhāran Art in Pakistan, New York: Pantheon Books, 1957.
- E. Errington, The Western Discovery of the Art of Gandhāra and the finds of Jamālgarhī, , 1987. Tesi di dottorato, School of Oriental and African Studies
